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Colleghe e colleghi docenti, tecnici, amministrativi, studenti,

dopo la lettera del 16 marzo, con cui vi annunciavo la decisione di porre la mia candidatura per l’elezione del Rettore per il quadriennio 2009-2013, nel corso di questi mesi ho confrontato in numerosissimi e intensi incontri le mie idee sul futuro dell’Ateneo con le opinioni di moltissimi colleghi, tecnici, amministrativi e studenti. E’ stata per me un’esperienza estremamente positiva e importante, che ha arricchito e influenzato moltissimo i contenuti e le linee del mio programma, che a partire dalle essenziali indicazioni iniziali si è venuto così ampliando e costruendo, nel libero scambio delle idee e nella migliore conoscenza reciproca, per definizioni successive.

Ma è anche un metodo, questo della discussione e del coinvolgimento diretto prima della decisione, che se sarò eletto proporrò di adottare nell’intero Ateneo, negli organi collegiali e in tutte le sue articolazioni. Ciascuna opinione deve aver modo di concorrere a definire il modo migliore per tutelare e sviluppare l’interesse della nostra Università e la sua vocazione ad innalzare la qualità della didattica e della ricerca. Tutto questo contribuirà ad investire ciascuno di noi di una maggiore responsabilità e di una maggiore motivazione, per costruire insieme un Ateneo che sia pronto a valorizzare l’attività e le risorse di ciascuno e delle cui decisioni e delle cui scelte tutti siamo attivamente partecipi .

Negli ultimi anni l’Università di Padova, ricca di una tradizione che ne fa uno degli Atenei del mondo più antichi e più carichi di storia, ha saputo, grazie all’opera quotidiana della squadra di governo e di tutto il personale dell’Ateneo, conquistare e mantenere la posizione di una delle migliori Università italiane, che tutte le più importanti valutazioni relative alla didattica, alla ricerca e alle singole Facoltà e aree scientifiche, le riconoscono. Da questa solida base, che è fatta di un bilancio sanissimo e di grandi investimenti nella ricerca e nella formazione alla ricerca, dobbiamo partire per ulteriori traguardi, accettando fino in fondo le sfide dell’innovazione, della competizione e della valutazione, per migliorare decisamente il posizionamento internazionale e la capacità di attrarre del nostro Ateneo, che naturalmente e da sempre ha avuto nell’Europa e nel mondo i propri punti di riferimento.

Queste sfide non si annunciano certo facili, anche per i limiti e per i vincoli che il nostro sistema Paese ci impone: le nostre parole d’ordine dovranno essere interazione partecipativa, fiducia, trasparenza, rispetto leale di nitide regole del gioco, tensione condivisa verso un elevamento della qualità e soprattutto coesione, pur nel pluralismo delle idee e nel pieno rispetto della libertà di ricerca.
Un rafforzamento della coesione interna, una valorizzazione degli organi collegiali e dei rapporti con le strutture, una progettualità condivisa per aprire sempre più l’Ateneo al mondo: queste saranno le armi vincenti di Padova nelle battaglie del futuro.

Mi impegno anche, negli scenari prossimi di governance, ad una ferma e tenace difesa dell’indipendenza dell’Ateneo da ogni potere esterno politico, economico o confessionale, che pretenda di condizionarlo e di minarne l’autonomia decisionale. Il necessario dialogo istituzionale con il Governo e con le istituzioni regionali e locali dovrà basarsi sulla fermezza e sull’indipendenza, prima di tutto culturale, di un Rettore forte e credibile, credibile per la forza che gli è data dal rappresentare davvero l’Ateneo in tutte le sue istanze e in tutte le sue articolazioni, senza tentazioni di collateralismo di nessun genere. La tutela dell’autonomia non deve certo significare né autoreferenzialità, né difesa corporativa di interessi personalistici o di singoli gruppi, né rifiuto di rispondere in modo trasparente e limpido del proprio operato di fronte ai cittadini e all’opinione pubblica.

Dunque, responsabile esercizio dell’autonomia e piena accettazione del principio e della pratica della valutazione come presupposto per incentivare e costruire un sistema che faccia del merito il principio ispiratore delle proprie azioni e che nel contempo accresca la responsabilità dei singoli e della nostra comunità accademica nel suo insieme: questi gli obiettivi che ci dobbiamo dare per i prossimi anni.

Mi batterò con forza per un’Università che sia sempre più un’Università di ricerca, solidamente inserita con una posizione di primo piano in ambito internazionale, che punti decisamente sul dottorato di ricerca, sul talento di ciascuno, sulla creatività e sulla capacità di innovazione dei giovani da accompagnare al grande patrimonio di competenze e professionalità di chi ha già alle spalle una qualificata carriera accademica,sul contributo di qualità di un personale tecnico amministrativo motivato, su una componente studentesca cui venga riconosciuto un vero diritto allo studio. Non è un traguardo impossibile da realizzare: realizziamolo insieme, nella chiarezza dei ruoli ma anche nella sintonia degli obiettivi, per fare sempre più dell’Università di Padova un Ateneo cui siamo fieri di appartenere, ai vertici delle Università italiane, stimato e ammirato in Europa e nel mondo.

Vi ringrazio della vostra attenzione e confidando nel vostro sostegno vi chiedo di essere protagonisti con me del futuro dell’Università di Padova.

Con sincera cordialità




Padova, 2 giugno 2009

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