Il mio programma
Colleghe e colleghi docenti, tecnici, amministrativi, studenti,
dopo la lettera del 16 marzo, con cui vi annunciavo la decisione di porre la mia candidatura per l’elezione del Rettore...
| La Facoltà Medica e il nuovo “Campus Biomedico” |
|
"salvaguardia della specificità della Facoltà Medica, nella logica di un’integrazione inscindibile tra formazione, ricerca e assistenza, preservando la vocazione universitaria della Scuola medica; equilibrato contributo della Facoltà medica e dell’Ateneo alla realizzazione del progetto del nuovo ospedale-policlinico, occasione importante per fornire un’assistenza di avanguardia strettamente legata alla formazione e alla ricerca biomedica e clinica avanzata"
Va anzitutto ribadito con forza che la Facoltà di Medicina con la sua specificità costituisce una parte fondamentale dell’Università di Padova e che quest’aspetto dovrà essere sempre tenuto presente nei rapporti con le altre Facoltà, con la Regione Veneto, con l’Azienda Ospedaliera e nella progettazione e gestione del nuovo “Campus Biomedico”. Ciò significa che il principio cui si è ispirato l’Ateneo negli anni, quello di una ferma tutela e valorizzazione della peculiarità della medicina universitaria e dell’inscindibilità delle funzioni didattiche, scientifiche e assistenziali dei docenti medici va tenuto ben fermo di fronte alla concreta possibilità di un indebolimento del ruolo dell’Università nelle relazioni con l’Azienda Ospedaliera o addirittura ai tentativi di un “commissariamento” della Facoltà medica che la renda omogenea alle sole esigenze dell’assistenza.
Prioritario per il futuro è il ritrovare il senso di regole condivise, di ruoli e di responsabilità che devono essere definiti con chiarezza e a seguito di una discussione che coinvolga l’intera Facoltà e l’Ateneo. Dunque l’esatto contrario di una “navigazione a vista”, che aggiusti i problemi concreti unicamente in funzione dei singoli interessati. Il nuovo “Campus Biomedico” non dovrà essere solo un ospedale per l’assistenza sanitaria, né solo un centro di formazione di nuovi medici e di ricerca scientifica: ma un completo campus universitario che integri le diverse funzioni della didattica-formazione, della ricerca e del servizio ai pazienti. Dunque una struttura pensata per la Scuola Medica e per l’intero Ateneo, che non soltanto tenga insieme in un intreccio essenziale le tre funzioni della didattica, della ricerca e dell’assistenza, ma che mantenga unite in un ‘ineludibile indissolubilità la medicina clinica che coinvolge il paziente e la biomedicina, la psicologia clinica, la ricerca medica clinica e preclinica e che sappia collocarsi in spin-off con le imprese del territorio. In particolare dovrà ricevere attenzione la funzione assistenziale dei docenti di area clinica. Occorre una progettualità seria da parte di tutti i soggetti interessati, in primis da parte della Regione, sull’integrazione della nuova struttura in una realtà come quella della sanità veneta e in particolare con gli ospedali attorno a Padova. Il punto più importante sarà quello di chiarire gli impegni assunti dall’Ateneo non tanto per la costruzione della nuova struttura, quanto per la sua gestione. Bisognerà capire molto bene quali condizioni verranno poste dalla Regione Veneto all’Ateneo, visto che il medesimo non potrà certo partecipare finanziariamente alla grande impresa del nuovo “Campus Biomedico” se non con quote marginali di cofinanziamento, quali potrebbero essere quelle che l’Università può mettere a disposizione con la vendita delle volumetrie dell’attuale Policlinico e di alcune cliniche, che sono “muri” di proprietà dell’Ateneo. Si tratterà comunque di cifre limitate, perché non sarà certo pensabile fare speculazione edilizia nell’area attualmente occupata dal Complesso ospedaliero. Proprio per questo, pensando alla compartecipazione ai costi di gestione di una simile “megastruttura", sarà particolarmente importante predefinire il modello organizzativo sulla base del quale gestire la nuova realtà, che quindi sarebbe bene sperimentare nei tempi più brevi possibili già da oggi nell’attuale situazione logistica. Ciò che è assolutamente chiaro è che non è in alcun modo accettabile il c.d. “modello IRCCS” (Istituto Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) perché esso prevede che per tutte le funzioni dirigenziali anche se affidate a docenti universitari la scelta sia effettuata da autorità politiche o ministeriali o regionali, espropriando quindi del tutto la Facoltà Medica e l’Ateneo della possibilità di avere “voce in capitolo” nel governo dell’insieme delle funzioni, governo che finirebbe invece in mano a “proconsoli” di nomina politica esterna all’Università. Proprio per ridurre al minimo il rischio per la Facoltà Medica di essere fagocitata dal Servizio Sanitario Nazionale, è necessario rafforzare al massimo il collegamento della Facoltà tutta con le altre Facoltà dell’Ateneo, per dar vita, in aggiunta a quelle di carattere più propriamente clinico (occorrerà dar vita al più presto al Clinical Research Center), a ricerche sempre più interdisciplinari e di medicina traslazionale. Si dovranno insomma sfruttare efficacemente gli insegnamenti di biomedicina, che è il vero “valore aggiunto” che differenzia una Facoltà Medica da un “ospedale di insegnamento”. Grazie alla lungimirante e impegnativa scelta fatta dall’Ateneo di realizzare il nuovo Polo didattico di Biologia e Biomedicina, progettato da Mario Botta e destinato ad accogliere migliaia di studenti (i cui lavori inizieranno a fine estate 2009 e si concluderanno nel 2011) si potrà trasformare il complesso Vallisneri opportunamente ristrutturato in una “Torre della ricerca biomedica”, con un grandissimo beneficio di spazi e di facilities per le ricerche interdisciplinari di biomedicina e di ricerca biomolecolare, utilizzando anche le volumetrie messe a disposizione in via Orus. Ovviamente, stanti i tempi di 10-15 anni necessari per la realizzazione del nuovo “Campus Biomedico”, occorrerà in questo arco di tempo procedere con i lavori di ristrutturazione straordinaria, riorganizzazione e riadeguamento tecnologico del Policlinico e del monoblocco (naturalmente con la ragionevolezza del caso), mantenendo all’avanguardia le funzioni svolte e sempre puntando all’alta specializzazione. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|
Benvenuti
Benvenuti in questo luogo d'incontro, di informazione e di scambio di opinioni.
Senza mai dimenticare che oltre all'incontro virtuale ci può essere sempre quello reale...
Giuseppe Zaccaria
Menu principale
| Home |
| Il mio programma |
| Interventi |
| Domande e risposte |
| Gallerie fotografiche |
| Documenti istituzionali |
| Multimedia |
| Rassegna stampa |
| Cerca |
| Mappa del sito |





